il Giardino della Forza

Sentirsi bene nella mente e nel corpo è una situazione per alcuni impagabile, raggiungerla è l’obiettivo di quasi tutti gli esseri umani. Ma è bene ricordare che non si ottiene nulla senza un perfetto equilibrio tra forza bruta e forza spirituale. Nei Tarocchi è chiaramente visibile nell’undicesima figura, una vergine che apre le fauci del leone: la forza selvaggia della fiera dominata da quella spirituale della Innocentia inviolata, per ottenere la sublimazione degli istinti. Insomma è il piombo che diventa oro, se lo vogliamo.

Si può ottenere molto dal giardino, quando lo spazio è pensato per ridare l’equilibrio tra forze in apparenza così diverse: in questo tipo di giardino si può ottenere il vero benessere. Ben lo sapevano i monaci Zen che nella rappresentazione simbolica degli elementi della natura avevano fatto del giardino un veicolo per il benessere, cioè il luogo dove le forze contrapposte (acqua e fuoco, terra e cielo, pietra e pianta) potevano unirsi in una sola energia positiva.

Anche il giardino conventuale con il simbolo della Croce raffigurata dai quattro fiumi del Paradiso (HIDDECHEL, GHIHON, EUFRATE, PISON) aveva l’intento di portare il monaco giardiniere all’equilibrio perfetto. Il giardino conventuale è un luogo dove il lavoro ha la stessa importanza e valenza della preghiera. È un giardino assolutamente ritmico, dove le forme austere e simmetriche non distraggono la preghiera ma anzi l’aiutano. Il centro è quasi sempre rappresentato dall’albero della “vita e della morte” ovvero l’arbor vitae. Questi è un melograno, un bosso, un olivo, oppure l’albero da cui era stata ricavata la croce di Cristo.

Il centro può essere anche una aiuola a forma ottagonale, come la pianta dei battisteri, simbolo di rigenerazione spirituale. E’ curioso sapere che in epoca successiva l’aiuola centrale si trasformò in fontana, la fontana dell’eterna giovinezza, o della Forza ritrovata.