Giardino del Vento

Le piante non si muovono, ma qualcuno potrebbe obiettare il contrario, cioè lo fanno ma con tempi decisamente più lenti dei nostri. In effetti anche solo l’azione del crescere è di per se un movimento: radici che si allungano a cercare nutrimenti, foglie che ruotano per captare meglio i raggi solari, rami che cercano il cielo, in una continua competizione vegetale. Esistono però dei movimenti piuttosto evidenti imposti dalle condizioni atmosferiche, per esempio il vento: fronde che oscillano, si piegano e ritornano, frasche che ruotano, fiori dondolanti ed erbe simili alle onde.

(Immagine tratta dal sito http://oudolf.com/garden/trentham)

Ma sono le piante del vento, quelle che meglio interpretano l’energia data dai movimenti dell’aria: “mi piego ma non mi spezzo” , questo è il loro motto e sembra incredibile ma sono molti i giardini al mondo dedicati a loro. Per esempio “il giardino delle piume” (www.lejardinplume.com),  in quel di Normandia, dalle parti di Rouen. Nell’interpretazione di questo magnifico giardino le “piante da vento” si possono definire per esempio tutte quelle di origine steppica, oppure di pascoli montani, scogliere, bordi lacustri e savane. Insomma piante abituate geneticamente e morfologicamente allo schiaffo del vento, alla brezza costante, al Fohn come al maestrale, al libeccio, alla tramontana, a tutti i venti di tutte le provenienze. Si tratta generalmente di graminacee, alternate da erbacee perenni con tinte contrastanti e che possano colorare le aiuole quando le cugine graminacee non sono al meglio della presenza (in primavera soprattutto). Alcuni nomi: veronicastrum, echinacea, sanguisorba, thalictrum, catananche, eringyum, verbena, stipa,  calamagrostis, stipa, festuca, pennisetum, miscanthus…

(Immagine tratta dal sito www.lejardinplume.com )

Un giardino di questo tipo può avere forma rigorosa e geometrica, ma se vogliamo ottenere un effetto più naturale è senz’altro meglio piantumare aiuole morbide e curvilinee. Un esempio di quest’ultimo tipo sono i giardini disegnati dal paesaggista olandese Piet Oudolf  (www.oudolf.com) che ama mescolare garminacee e perenni in masse morbide e voluminose, il più delle volte su terreni magri, ghiaiosi e in assenza d’irrigazione. L’obiettivo è sempre quello di ottenere onde di erbe colorate e l’arrivo dell’inverno non sminuirà un buon progetto perché la brina come la nebbia sono effetti attesi: il tutto assume l’aspetto di un ricamo bianco, pizzi e merletti da sogno.

(Immagine tratta dal sito http://oudolf.com)