Datemi una leva…

Non proprio…piuttosto “datemi un buon escavatore”, poi tanti pali di robusto castagno e infine pazienza, precisione e ovviamente un progetto. Con questi elementi si potrebbe si “sollevare il mondo” o quasi….

contenimento in pali di castagno

 

Veniamo al dunque: alcuni luoghi vanno “sostenuti”. Perché diventino più belli, intriganti, percorribili o solo perché altrimenti vanno giù. Certi terreni scendono per loro natura, vista la pendenza e i materiali di cui sono costituiti oppure perché l’acqua diventa facilmente complice di questo processo. Noi sostentiamo con opportune opere d’ingegneria naturalistica e il giardino non si vede trasformare, alla prima perturbazione pesante di pioggia, in frana pericolosa per persone e cose.

Dopo aver sostenuto ecco la magia, quella che i popoli rivieraschi ben conoscevano dopo aver faticosamente terrazzato ogni rupe sul mare, il contenimento diventa terreno fruibile, luogo da reinventare. La prosecuzione del giardino a questo punto è inevitabile: dove prima c’era un forte e pericoloso pendio ora appaiono terrazzamenti per prati, arbusti, rose, alberi e tutto quello che di fantastico desideriamo, in completa sicurezza.

 

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